... E SCAJOLA PERSE IL FEUDO!
Cosa non si fa per attirare l'attenzione su di sé e sul proprio candidato, anche in giorni in cui la propaganda è vietata per legge, lo dimostra quanto successo domenica ventisei maggio ad Imperia.
Le cronache raccontano di un faccia a faccia tra il sindaco uscente Paolo Strescino - nominato tale come forzitaliota, ma presente in questa tornata nella coalizione che sostiene Carlo Capacci, guidata dal Partito (sedicente) Democratico in collaborazione con i seguaci del fascista Eugenio Minasso, che si presenta in contrapposizione al forzitaliota di rito scajoliano Erminio Annoni - e l'aspirante consigliere Angelo Dulbecco.
Pare che quest'ultimo sia stato aggredito dall'altro; prima a parole, per poi passare ai fatti: sembra che lo Strescino abbia colpito il rivale con una testata alla regione periorbitale destra.
Il condizionale è però d'obbligo: a dare notizia dell'accaduto è l'ex ministro degli Affari Interni a sua insaputa Claudio Scajola, che però non risulta essere stato presente al momento dell'alterco tra i due gentiluomini forzitalioti; di tutta la vicenda l'unica cosa certa è il già citato referto ospedaliero che consegna alla storia una prognosi che parla di nove giorni.
Non so perché mai l'ex primo cittadino avrebbe dovuto arrivare a tanto - anche se lui nega l'aggressione fisica, ammettendo viceversa una discussione accesa, ed accusa lo Scajola di essere un bugiardo - ma quello che è certo è che, se il Dulbecco non si è inventato tutto (magari su consiglio dell'ex ministro a sua insaputa) facendosi colpire intenzionalmente da qualcun altro per poi accusare il rivale, ci deve essere stato un comportamento inappropriato da parte di questi; altrimenti non si spiegherebbe il gesto violento, ed ancora meno la mancata querela.
Comunque sia, restano due fatti incontrovertibili; il primo è che il Comune di Imperia, dopo il ballottaggio, resterà certamente nelle mani della destra radicale - visto che i sedicenti democratici locali sono in combutta con i fascisti - mentre il secondo è che non sempre il far parlare di sé risulta utile per raccogliere consensi: a scrutinio concluso, infatti, Carlo Capacci ottiene il 46,83 per cento, mentre Erminio Annoni si ferma al 28,20 per cento.
Genova, 28 maggio 2013
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Genova
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